Auto elettriche/ibride e riparazioni: il presente nelle nostre officine

Auto elettriche/ibride e riparazioni: il presente nelle nostre officine

A.I.T.EC in collaborazione con Carrozzeria Officina Torre ha organizzato un webinar – corso online dal titolo “Ibrido – elettrico: Il presente nelle nostre officine” che permetterà agli autoriparatori di accedere gratuitamente a nuove ed interessanti informazioni per lavorare ed effettuare manutenzione sicura su auto ibride/elettriche.

Premessa, questo articolo ha l’obiettivo di fornire agli operatori del settore informazioni utili su alcuni aspetti della sicurezza riguardanti manutenzione e riparazione di veicoli Ibridi ed Elettrici. Considerata la particolare rilevanza dell’argomento, consigliamo di completare la formazione sulla sicurezza attraverso corsi specifici.

 

Complice la campagna messa in atto dal Governo nel mese di ottobre 2020, la quota delle vetture ibride ed elettriche sul totale immatricolato ha superato il 25%, un’esplosione oggi dovuta in particolar modo alle diverse soluzioni ibride proposte.

Anche se le nuove tecnologie impiegano tempo per diffondersi (ma non poi così tanto – vedi grafico sotto 🙂), lentamente si fanno strada nei centri di riparazione e stanno, di fatto, comparendo sempre più spesso.

Ormai vedere entrare in un’officina un’auto ibrida o elettrica non è più un’eccezione, non si tratta del futuro bensì del presente nelle nostre officine.

 

Ma quali sono gli accorgimenti più significativi che le officine devono apportare per poter effettuare manutenzione sicura su questa tipologia di veicoli?

 

  • I riparatori per essere in grado di analizzare i rischi e di evitare i pericoli che l’elettricità può creare si devono dotare innanzi tutto di una formazione specifica come prevista dalle attuali normative di riferimento sono la CEI 11-27 IV edizione e la CEI EN 50110-1 riguardanti gli impianti elettrici in Bassa Tensione BT.

 

 

 

  • In officina dovranno essere presenti i dispositivi di protezione individuale (DPI) che consentono di ridurre o addirittura di eliminare gli effetti pericolosi per i lavoratori del settore. Ideale inoltre è dotarsi di utensili isolati per la lavorazione e tester per il rilevamento della tensione.

  • I propulsori elettrici sviluppano meno calore rispetto a quelli di combustione interna, il che obbliga ad installare dispositivi di riscaldamenti aggiuntivi. Al contrario la temperatura delle batterie va invece tenuta sotto controllo (le batterie agli Ioni di litio funzionano alla perfezione tra i 15° e i 30°).  Al di sopra dei 45°, invece, c’è il rischio che alcune componenti si deteriorino e con il surriscaldamento oltre i 70°  aumenta il pericolo di incendio di elementi infiammabili come gli acidi e i solventi che compongono gli elettroliti. In caso di guasti o incidenti, per gestire al meglio questi flussi termici, sono richieste elevata competenza, specializzazione e strumenti di diagnosi più avanzati.

foto di insideevs.it

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